“The Shadow Man”. Il ruolo piu’ difficile e spirituale interpretato da Bono.

@ U2 , 03 agosto 2017 Da: Geoff Wilson

 

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Una cosa interessante sembra essere accaduta durante il TheJoshua Tree 2017: Mentre “Bullet The Blue Sky” ha mantenuto la propria intensità (che non ha mai perso durante i suoi 30 anni di esistenza), sembra che ci sia stato un nuovo punto di partenza per la rabbia e la passione U2.

“Exit” è la nuova “Bullet”.

La canzone non era stata piu’ suonata dal 14 ottobre 1989 a Melbourne, in Australia. Sebbene nessun membro della band lo abbia mai affermato, molti credono che essa non era piu’ stata presa in considerazione a causa del legame con il processo di Robert John Bardo, l’uomo condannato per aver ucciso l’attrice Rebecca Schaeffer. Naturalmente, quando gli U2 hanno deciso di eseguire The Joshua Tree nella sua interezza per questo tour, il suo ritorno è diventato inevitabile.

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Ma quasi nessuno ha visto quello che stava avvenendo nelle ombre. O, più precisamente, nell’ Uomo Ombra. Adornato con un cappello che ricordava quello che aveva spesso portato durante il tour originale nel 1987, Bono ha letteralmente messo gli abiti di un personaggio molto distante da quelli interpretati durante lo ZooTV. Mentre quei personaggi – la mosca, Mirror Ball Man e Macphisto – erano stati tutti progettati con un idea chiara in mente, l’uomo ombra è molto più pericoloso, perché sembra molto più reale.

Potrebbe svolgere le stesse mansioni di Mirror Ball Man, ma è più un discendente diretto del “predicatore vecchia maniera del Vangelo” di Joshua Tree, reso famoso in Rattle & Hum. Ma comunque esiste un legame: i predicatori svolgono quella attivita’ perché vogliono i soldi della gente. Guardando Shadow Man da vicino e ascoltando le sue parole al di fuori dei testi delle canzoni risulta evidente che egli non è interessato ai tuoi soldi – vuole la tua anima.

“Tienimi la mano”, egli implora ripetutamente mentre Edge esegue il primo assolo di chitarra, mentre Adam e Larry continuano l’assalto ritmico. Poi l’Uomo Ombra si ferma mentre la musica decresce. Drammatico, perché … beh, è ​​quello che i predicatori fanno.

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Sembra che la battaglia degli U2 nel 1987 sia stata attraverso la politica e l’azione collettiva – “Bullet”, con i suoi riferimenti diretti al coinvolgimento degli Stati Uniti in America Centrale, servi’ per esprimere rabbia e ancora rabbia. E ha sempre mantenuto il suo fascino nelle sue successive interpretazioni incluso in questo Tour, poichè il Bullet Rant è stato ripetuto più volte per diverse battaglie. Ma la battaglia che è tornata in prima linea con “Exit”? È più individuale. Più spirituale. Più personale.

La citazione del ministro  O’Connor dice praticamente questo: “Esiste un posto per te? Nessun posto … niente fuori da te può darti un posto … in te stesso adesso è tutto il posto che hai. ”

“Metti le mani contro lo schermo!” Implora Bono, invadendo forse lo spazio più personale che possediamo nella nostra cultura – il nostro spazio digitale. “Metti le mani sullo schermo!” Poi, come era apparso , l’ Uomo Ombra scompare nell’oscurita’.

© @ U2 / Wilson, 2017

@ U2 , 03 agosto 2017 Da: Geoff Wilson

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