Steve Inskeep di NPR intervista Bono e The Edge.”Gli U2 tra il mito e la realta’ dell’America.”

Gli U2 stanno preparando un nuovo tour, per far riascoltare a tutti i loro fan i vecchi brani del The Joshua Tree Album risalenti a 30 anni fa. Paul Hewson e David Evans, noti al mondo come Bono e The Edge, hanno sempre affermato che la band normalmente non ha mai amato guardarsi alle spalle.

The Joshua Tree è uscito nei negozi nel 1987 e ha venduto più di 20 milioni di copie, diventando uno degli eventi più importanti della cultura pop di quel decennio. Su di esso, gli U2 hanno scritto gli umori e le situazioni dell’America del momento: un momento di cambiamento sociale, unito alla criticita’ della guerra fredda.

“Ronald Reagan era il presidente americano, e Maggie Thatcher comandava in Gran Bretagna. Gli scioperi dei minatori stavano diventando un grosso problema in Gran Bretagna, creando un sacco di disordini”, dice The Edge. “Penso che tutti ci siamo resi conto che le cose stavano precipitando – come l’ambiente e l’atmosfera con il quale l’album è stato scritto, ed il contesto è molto simile al contesto politico in cui ci troviamo oggi .”

Bono e The Edge hanno parlato con Steve Inskeep di NPR, il quale ha chiesto al cantante e al chitarrista di spiegare lo stato d’animo con il quale venne prodotto The Joshua Tree.

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Steve Inskeep: E ‘vero che questo album doveva intitolarsi ” Le due Americhe” ?

Bono: Sì, è vero. Ci sono due Americhe: C’è il mito dell’ America e la vera America. Eravamo ossessionati dall’ America in quel momento. L’America e’ stata una sorta di terra promessa per gli irlandesi – poi diventata una sorta di “finta” terra promessa.Molte persone non sopportano sentirci parlare bene dell’America , ma ci piace così tanto. Piuttosto con arroganza, non pensiamo che qualcuno l’abbia mai veramente posseduta. Pensiamo che l’America è un’idea che appartiene alle persone che ne hanno più bisogno.

Inskeep: Una canzone che è davvero entrata  nella mia testa anni fa è “Bullet The Blue Sky”. Quello che sta accadendo oggi è ancora in quella canzone? 

Bono: Così come il  Live Aid, il viaggio in Etiopia, ci ha fatto capire come la povertà può esistere in un mondo di abbondanza … Sono andato in El Salvador, cercando di capire le motivazioni di quel conflitto.

Inkseep: C’era una guerra lì, e in Nicaragua pure. Cosi’ come era in corso la guerra fredda, dove gli Stati Uniti sostenevano le guerre per respingere la minaccia comunista in America Centrale.

Bono: E ho assistito ad alcune cose in Salvador che erano davvero terribili. Abbiamo assistito ad un bombardamento in territorio ribelle, con le case che esplodevano, potevamo sentire tremare la terra, anche se eravamo abbastanza sicuri di noi stessi. Abbiamo visto corpi gettati fuori delle auto sul lato della strada, roba terribile che stava succedendo davvero. . Ecco dove “Bullet The Blue Sky” è nata.

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The Edge: In realtà è un grande esempio di come gli  U2 riescono a lavorare come band. Ho iniziato con una parte di chitarra, e Adam e Larry hanno niziato a suonare contemporaneamente . Mi ricordo che ero molto frustrato e un po ‘ arrabbiato con loro: ” Sentivo che c’era qualcosa di sbagliato, che Adam e Larry non dovevano entrare in quel modo”. Bono era nella sala accanto ed entusiasta, disse:  “Wow, che suono  incredibile!” …. è stata una grande lezione per me: Abbiamo riavvolto, riascoltato il tutto, e sentito che quella  parte di basso di  Adam era riuscita cosi’ “selvaggiamente” bene, così brillante…e mai  avremmo messo mano su quella parte di chitarra.

Bono: E ‘stato in una chiave diversa!

Bordo: Da questo, abbiamo costruito il resto della musica. E come Bono racconta, il cantante, inseri’ il testo della canzone rappresentato dalle esperienze che aveva avuto a San Salvador, ed era chiaro che l’umore di quella canzone seguiva quel tipo di esperienza. .

Inskeep: Sto leggendo il testo di “Bullet The Blue Sky,” e c’è un verso che a me, sembra come una sequenza di un sogno. Si comincia, “Posso vedere quegli aerei da combattimento”, e alla fine sei in una stanza ad ascoltare un sassofono. Sembra che tu ti stia spostando da una scena all’altra. Cosa stava succedendo lì?

 

Bono :E’ il  momento in cui  Ronald Reagan è entrato nella mia testa, e la ragione fu che avevo visto un murale in El Salvador che lo raffigurava. Ero in piedi vicino ad una chiesa e dissi :” “Wow, che ci fa  Ronald Reagan  lì sul carro?” , “E’ raffigurato come il Faraone, e noi siamo i figli di Israele in fuga.” mi dissero.

Inskeep: Ora che avete rivisitato queste canzoni, e le porterete in tour, sentite il bisogno di modificare o riscrivere qualcuna di loro?

Bono: Sono orgoglioso dei pensieri che ci sono dietro quell’album, ma a volte non dell’espressione del linguaggio. Così ho cambiato qualcosa.

 

Produttore Gabriela Saldivia e web editor Daoud Tyler-Ameen  .