Paul McGuinness non nasconde il suo legame indissolubile con gli U2

Per gentile concessione di ILMC
Paul McGuinness e Ed Bicknell  alla Conferenza Internazionale della Musica  al Royal Garden Hotel di Londra l’11 marzo 2017.

Per più di 35 anni, Paul McGuinness e’ stato il manager degli U2 – da quando il gruppo era una semplice band promettente, fino a vederla diventare la più grande rock band del mondo, con piu’ di 130 milioni di dischi venduti. Nel 2013, McGuinness ha annunciato che avrebbe lasciato il ruolo di produttore, passando le redini a Live Nation, con a capo Guy Oseary.

Il suo affetto, ammirazione e gli stretti legami con Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen rimangono più forti che mai. Tuttavia venerdì (11 marzo), McGuinness si è incontrato con l’ex manager degli Straits, Ed Bicknell a Londra, alla ventinovesima Conferenza Internazionale della Musica presso il Royal Garden Hotel per una discussione ad ampio raggio sulla sua carriera, offrendo alcune riflessioni sul mondo musicale.

Paul McGuinness

“Diciamo che sto in agguato, come dire… resto in background, ma non ho responsabilità”, ha detto McGuinness, parlando dei suoi ex clienti, che tra poco inizieranno il loro The Joshua Tree Tour, in occasione del 30 ° anniversario dell’album.

Ecco alcuni dei punti salienti dalla conversazione tra McGuinness ‘ e Bicknell.

La prima volta che incontro’ gli U2, che cosa la colpi’ ?Qual’è la causa che la convinse a lavorare con loro ?

“La causa principale fu Bono. Aveva un grande gia’ allora un grande carisma. Gli U2 erano una band partorita dall’era punk. Le principali influenze su di loro furono quelle dei  Ramones e dei Clash…tanto che  quando il giornalista Bill Graham decise di assistere a un loro soundcheck disse: “Questi sono canzoni dei Ramones. Non sono le vostre canzoni. “Loro non si aspettavano che Bill se ne accorgesse…”.

In che modo gli  U2  firmarono con la Island Records …

“C’erano due  ragazzi in ufficio stampa, chiamti Neil Storey e Rob Partridge. Erano dei loro fan e spinsero molto all’interno dell’azienda. E c’erano due persone A & R, Annie Roseberry e Nick Stewart che erano d’accordo con loro. Chris [Blackwell] non era molto convinto degli U2 all’inizio. Ma la Island Records era letteralmente l’unica etichetta disponibile per un accordo. Così all’inizio non fu un affare particolarmente redditizio per noi… poi le cose sono migliorate”…

Lo Zoo Tv nel 1993 cambio’ totalmente l’attivita “Live” degli U2

“Quel Tour fu spaventosamente costoso, ed ebbi un po’ di paura. Perché eravamo ancora etichettati come un gruppo punk e sostanzialmente i biglietti per assistere ai nostri concerti avevano un basso costo. . Siamo stati a rischio di bancarotta ogni sera dello spettacolo. Se uno di quei promotori non ci avesse pagato, ci avrebbe rovinato. Quindi, alla fine di quel tour, decisi che gli U2 non avrebbero piu’ rischiato in quel modo. Decisi che il Tour successivo sarebbe stato organizzato da un unico promotore globale. Cosi’ iniziammo a   lavorare con Arthur Fogel e Michael Cohl. Nacque Clear Channel, ora  Live Nation. Il rapporto con Arthur è assolutamente ancora al centro delle attività degli U2”.

Lei ha portato avanti la sua battaglia contro YouTube e le aziende di tecnologia per tutelare i diritti delle etichette discografiche e degli artisti stessi

“E ‘stato difficile per me, a volte, perché quello che volevo far capire alla gente era che Internet, non condivide il suo reddito con artisti, scrittori, etichette ed editori. Così è stato facile per alcune persone accusarmi dicendo: “Lui vuole solo più soldi per gli U2. Ma ne hanno abbastanza “. Ma in realtà il mio argomento era un altro. Tutti gli artisti vengono in un qualche modo, derubati e maltrattati. Ma trovare un numero sufficiente di artisti per rafforzare questa campagna  è stato difficile.

Si tratta di trasparenza. Gli artisti ricevono offerte al giorno d’oggi  in cui, in un modo o in un altro, vengono promessi nuovi tipi di reddito da Spotify, Apple e altri servizi di streaming. Ma la maggior parte di loro, penso  sia giusto dire, non credo che stiano ottenendo un guadagno pari alle attese.”

Qualcosa nell’ industria della musica è andato storto …

“Abbiamo cavalcato il boom del CD degli anni ’90 e fu una cosa meravigliosa. Tuttavia,  con quel successo l’industria musicale ha avuto un completo declino, affrontato con grande pigrizia”.

La Brexit fara’ perdere molte agevolazioni fiscali …

“Il Copyright non dipende dall’UE, e  industrie come il cinema e la televisione e la musica hanno un valore enorme in Gran Bretagna. Non credo che Brexit sia la fine del successo dell’industria musicale britannica. Ma sarebbe utile se, ad esempio, che la Gran Bretagna trattasse  la sua industria della musica, con un po ‘più di rispetto e di amore. Nel cinema,  in Gran Bretagna ci sono ampi crediti d’imposta offerti dallo Stato. Perché quei crediti di imposta non vengono offerti al business della musica?”

Come affrontare il divario …

“Quello che mi sorprende ai giorni nostri, è il modo del tutto egoista, avido, negligente e opprimente di Google / YouTube etc. Queste enormi aziende sono ancora riluttanti o si rifiutano di prendere responsabilità adeguate. E ‘ormai chiaro che il download è praticamente irrilevante. Lo Streaming è il futuro. Spotify sta per divenirne il più grande distributore. Nessuno si preoccupa davvero di proprietà. E ‘tutta una questione di accesso e l’accesso sarà onnipresente per il cinema, la televisione e la musica. A YouTube  sono stati così straordinariamente avidi. Spero che cambino atteggiamento. Hanno assunto Lyor Cohen per costruire ponti con l’industria della musica e mi piacerebbe davvero vedere qualche cambiamento, perché ha davvero bisogno di essere affrontato. L’unico investimento nella musica proviene da case discografiche.”

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Il problema del mercato secondario dei biglietti …

“So che c’è un senso di ingiustizia nell’aria. La gente va online per acquistare un biglietto e pensa di avere la certezza di ottenere quel biglietto. Ma due minuti dopo vedono che gli stessi biglietti sono esauriti, è una sensazione miserabile. Deve essere riconosciuto che alcuni promotori e alcuni dirigenti non fanno niente per cambiare le cose Si potrebbe dire che è ingiusto che i membri del fan club degli U2 possano acquistare biglietti 2 giorni prima del pubblico non iscritto, sapendo quello che combinano molte persone di U2.com . Io non so davvero che cosa fare al riguardo. Ci sono buoni e cattivi  Se vendi quattro biglietti al valore nominale ad uno studente di college a $ 100 e il giorno del concerto  il valore di mercato per quel biglietto è di $ 300. Chi si prende la briga di dire allo studente di college, “Non sei autorizzato a vendere quel biglietto e realizzare un profitto?” E ‘molto difficile da affrontare in modo equo. E ‘un mercato che sfida il regolamento. Non ho mai visto una proposta valida per affrontare questo problema seriamente.”

Il nuovo ordine mondiale …

“Il ciclo a cui eravamo abituati di album e tour non è più rilevante. Gli artisti devono impegnarsi su una base molto più continua. Ecco perché l’industria Live è fiorente. Se fossi in azienda adesso sarei molto interessato a quello che sta succedendo, perché si può condividere in tutto il mondo contemporaneamente in un modo molto più significativo su Spotify e Apple ora di quanto fosse possibile anni fa.”

 

Perche’ nessun membro degli U2 ha mai fatto un album ‘solista’

“Non lo faranno mai.Vorrebbe dire che la fine degli U2 è vicina. In un certo senso tutti hanno sempre fatto quello che hanno voluto all’interno della band.”

Bono l’attivista …

“E ‘un individuo straordinariamente carismatico. E ‘anche un cristiano molto impegnato. E ‘al centro di quello che fa. Dice che se la luce splende su di voi, è possibile attivare la luce su altre questioni. Sono ben consapevole che infastidisce le persone utilizzando la sua celebrità per promuovere cause di disuguaglianza e ingiustizia. Penso che quello che infastidisce la gente e lo dice lui stesso è : Ma che ne frega a questa viziata e ricca sfondata rock star. Ma lui non ha intenzione di fermarsi, perche’ i suoi successi politici e i suoi successi come attivista sono molto considerevoli.”

Fonte|Billboard