SOTTO L’INFLUENZA DELLA CANZONE DEL BOIA: LA NASCITA, LA MORTE E RISURREZIONE DI EXIT

 

Nell’estate del 1976, Max Jensen era un promettente studente di legge alla Brigham Young University con moglie e una figlia appena nata. Un giorno la ditta di costruzioni nella quale lavorava, dichiaro’ fallimento e Max per riuscire a sfamare la sua famiglia riusci’ a trovare  un lavoro di qualche ora presso un distributore di benzina a Orem, nello Utah. La paga era terribile e il lavoro noioso, ma il ragazzo non si perse d’animo.

Il 19 luglio, dello stesso anno Max trascorse felicemente il suo pomeriggio a sistemare la cameretta della figlia. Una volta finito, butto’ giù un boccone e baciò la moglie Colleen  prima di andare a lavorare. Quella fu l’ultima volta che si videro

Più tardi quella notte, poco prima del cambio di turno, Gary Gilmore entrò nell’ufficio del distributore e chiese a Max di svuotare le tasche. Poi lo trascino’ nel bagno, lo mise a faccia in giu’ nel pavimento e gli sparo’ 2 colpi alla testa. Max mori’ all’istante.

Il giorno dopo, un altro giovane padre di famiglia sarebbe stato ucciso dallo stesso uomo.

Come Max Jensen, Ben Bushnell è stato uno studente di college di fede mormone con una moglie ed un bambino. La coppia viveva e allo stesso tempo gestiva il City Center Motel a Provo. Amavano il loro lavoro ed il tempo che trascorrevano insieme.

La sera del 20 luglio, Ben era alla reception. La moglie Debbie gli disse che sarebbe andata al negozio di fronte per comprare il latte e anche un po’ di gelato e qualche caramella (sospettava infatti di essere incinta). Dopo il suo ritorno in camera, senti’ un suono simile ad uno scoppio di palloncino, così torno’ indietro nella speranza di trovare i bambini nella hall. Invece vide il corpo senza vita di Gary Gilmore.

D’istinto, Debbie torno’ nel loro appartamento a cercare i bambini. Tornò alla reception e disperatamente abbraccio’ il marito sanguinante, colpito mortalmente al petto da un’arma da fuoco a faccia in giù sul pavimento. Poco tempo dopo, morì.

Con meno di $ 150, Gary Gilmore si era preso due vite innocenti.

La mente di un assassino

Ore dopo, Gilmore fu consegnato alla polizia dal suo stesso cugino …ma le domande che i media si posero furono: Che cosa avrebbe potuto guidare Gilmore ad uccidere due giovani padri onesti che avevano eseguito ogni suo ordine? Lo sceneggiatore cinematografico Larry Schiller era determinato a scoprirorlo. Raggiunse lo Utah per parlare con il detenuto, in attesa della pena di morte.

Nei mesi che seguirono, Schiller ottenne i diritti per le storie di tutti i principali “personaggi” di questa tragedia . Intervisto’ tutti, dai Gilmore alle famiglie delle vittime. Armato di queste interviste, e delle lettere personali di Gilmore, Schiller commissiono’ il famoso autore Norman Mailer , a scrivere un libro ” The Executioner’s Song “,vincitore del Premio Pulitzer.

Questo è il momento in cui  gli U2 diventano parte della storia.

The Executioner’s Song”, venne pubblicato nel 1979 e fu nel 1986 che Bono lo lesse, insieme ad un altro fatto di cronaca americana, In Cold Blood di Truman Capote. La canzone che emerse da queste 2 letture fu  “Exit”.

Nel libro U2 by U2 , Bono ha spiegato il significato del testo di Exit: “. Questo è stato il mio tentativo di scrivere una canzone con la mente di un assassino”. Non è difficile trovare il parallelismo tra il romanzo di Mailer e le parole di Bono.

Nelle prime righe di “Exit”, impariamo a conoscere il nostro assassino:

“Lo sai che lui aveva la cura
Ma poi smarrì la via
Era solito stare sveglio
Per mandar via i sogni che faceva
Voleva credere
Nelle mani dell’amore”

In realtà, Gary Gilmore dormiva molto poco, tormentato da incubi sin dall’infanzia. Incubi in corso di esecuzione.

Continuando, “Exit” introduce la ricerca dell’amore del suo protagonista.

Voleva credere
Nelle mani di amore

Nicole Baker Barrett, la donna che amava romanticamente Gary Gilmore, potrebbe essere stata la sua unica speranza di una vita normale, ma quando lei lo ha respinto dopo essere diventato violento, ha chiuso il suo mondo.

“Si sentiva la testa pesante
Mentre attraversava la tenuta
Un cane cominciò a piangere
Come un uomo dal cuore spezzato
Verso il vento ululante
Il vento ululante”

Interrogato circa il suo stato d’animo durante gli omicidi, secondo ” The Executioner’s Song” , Gilmore ricorda, ” Non mi sono mai sentito così depresso come nella settimana precedente al mio arresto. Avevo perso Nicole. Provavo un dolore che stava diventando fisico – Voglio dire, riuscivo a malapena a camminare, non riuscivo a dormire ed a mangiare. Non ho potuto sopportarlo. Un dolore pesante e la perdita. Si sentiva  peggio ogni giorno. Lo sentivo nel mio cuore … ho potuto sentire il dolore nelle ossa.

“Lui andò più profondamente nel nero
Più profondamente nel bianco, poteva vedere
Le stelle risplendere
Come chiodi nella notte
Sentì le curanti
Curanti, curanti, curanti
Mani dell’amore
Come le stelle splendenti, splendenti
Dall’alto”

Anche in “The Executioner’s Song” , Gilmore ha descrive la sua discesa nel buio a modo suo:

Ed è cresciuta una rabbia .
E ho aperto la porta per lasciarla fuori.
Ma non è stato sufficiente.
Si, sarebbe andata avanti e avanti.

Fu stato chiesto se per l’omicidio di Bushnell, Gilmore avesse parlato della sua rabbia incontrollata: “A volte sentivo il bisogno di fare qualcosa, provare ad uscire, e la voglia diventava più forte fino a quando diventava irresistibile.”

Purtroppo, la rabbia non si  concluse con l’esecuzione di Gilmore l’anno successivo, o la canzone degli U2 pubblicata un decennio più tardi.

Worst Nightmare di Hollywood

Robert John Bardo era un bidello disoccupato a Tucson, in Arizona, quando inizio’ a scrivere lettere d’amore per l’attrice Rebecca Schaeffer, che recitava nella sitcom My Sister Sam .. La Schaeffer, aveva solo 21 anni e aveva iniziato la carriera cinematografica da poco tempo. Inizialmente rispose al suo fan con una lettera ed una specie di nota personale. Robert lo intese come un segno di incoraggiamento e si recò in California più volte per incontrarla. Gli fu  negato l’ingresso nello studio di Burbank, dove veniva girato lo  show televisivo, quindi tento’ di ottenere il suo indirizzo di casa.

Il 17 luglio, 1989 vagando per le strade di West Hollywood e alzando foto di Schaeffer, chiese se qualcuno sapeva dove viveva. Nessuno avrebbe dato la sua residenza, così  assunse un detective privato, facendo una semplice visita al Dipartimento di veicoli a motore ottenendo l’indirizzo. Ispirato dall’ assassino di John Lennon, Bardo si è armo’ di una copia di Holden e di una Magnum revolver .357. Una volta arrivato, all’indirizzo della Schaffer, suono’ al campanello e saluto’ felicemente l’attrice, parlando anche della lettera che gli aveva inviato in risposta alla sua ultima corrispondenza. Lei, lo saluto’ cordialmente e richiuse la porta.

Pochi istanti dopo, suonò di nuovo al campanello e la Schaeffer, irritata dalla nuova visita disse a Bardo di smetterla, perche’ in quel modo avrebbe sprecato il suo tempo. Cosi’ lui estrasse la Magnum e le sparo’ 2 colpi in pieno petto. La ragazza urlò così forte che un vicino di casa dall’altra parte della strada la sentì e si precipitò. Ma Bardo frettolosamente si allontanò, il vicino di casa trovo’ la Schaeffer distesa in una pozza di sangue e chiamo’ un’ambulanza. Morì meno di un’ora dopo al Cedars-Sinai Medical Center.

Bardo fu catturato il giorno dopo in Arizona e confesso’ il delitto, dicendo ai suoi avvocati che i testi della canzone degli U2 “Exit” lo guidarono nell’omicidio. Una clip da Inside Edition , due anni dopo mostra la reazione di Bardo durante l’ascolto della canzone durante il suo processo.

Non ci furono accuse contro gli  U2, nonostante le parole dell’assassino e Bardo fu  condannato per omicidio di primo grado. Attualmente sta scontando l’ergastolo senza condizionale a Ironwood State Prison in California.

La Rabbia

In U2 by U2 , Bono ha ricordato un infortunio subito durante il  The Joshua Tree tour , mentre stava eseguendo Exit:

“Stava piovendo. Cosi’ sono scivolato, cadendo sulla mia spalla sinistra, rompendomi 3 legamenti della clavicola. Fu un dolore terribile, in verita’ non sono mai guarito da quell’incidente  Ma fu la rabbia che avevo in corpo a causarlo. Fu allora che mi sono reso conto che la rabbia è una cosa costosa per la nostra salute.

Gli U2 hanno suonato la canzone “Exit” dal vivo 112 volte . L’ultima è stata durante il tour Lovetown a Melbourne, in Australia, il 14 ottobre 1989.

Contaminazione

Molti fan pensano che la band non dovrebbe mai piu’ suonare “Exit”. Durante un’intervista del 2007 per Phantom FM, l’allora manager Paul McGuinness, ammise che la canzone era stata “leggermente contaminata” dalla “connessione” Bardo. Ma il The Joshua Tree Tour 2017 potra’ cambiare la situazione? Infatti, in un recente “Incontro” con i fans su Facebook, Larry Mullen ha detto che “Exit” è la canzone con più diritto di essere riproposta.

(C) @ U2 / Kokkoris 2018 @atu2