Gli U2 e l’Italia. Storia di un amore sempre ricambiato

Trentadue anni fa il primo concerto nel nostro paese della band di Dublino. La lunga storia di un amore sempre ricambiato.

1985.

Il primo concerto in Italia degli U2 porta la data del 4 febbraio 1985 al Teatro Tenda Lampugnano di Milano. In realta’ il battesimo con i fan italiani, che hanno gia’ consacrato il successo del quarto album The Unforgettable Fire, pubblicato dell’ anno precedente, si sarebbe dovuto celebrare al Palazzo Dello Sport, ma a cambiare i programmi ci si mette una delle piu’ copiose nevicate degli ultimi anni. In poche ore cadono oltre 80 cm. di neve e si teme che la struttura, che in alcuni punti da’ segni di “affaticamento”, possa non reggere. Con grandi difficolta’ logistiche e tecniche, il palco viene quindi allestito alla Tenda di Lampugnano.

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La band da’ subito la misura di quello che sara’ sempre in grado di offrire negli anni a venire, megascenografie a parte: un live act unico e granitico, un muoro di suono di eccezionale compattezza sostenuto da una sezione ritmica potente, infaticabile e precisa, una voce che non ha bisogno di grandi estensioni o funambolismi per conquistare: la voce di Bono, unica, eccezionale veicolo di passioni civili e di ideali. Le note di Pride (In The Name Of Love), il brano dedicato a Martin Luther King che sta conferendo agli U2 una statura mondiale, echeggeranno il giorno dopo e il 6 febbraio al teatro tenda di Bologna.

1987.

Il 27 maggio del 1987, gli U2 arrivano a Roma, per la seconda data nel nostro paese su un palco. Il 19 marzo è uscito The Joshua Tree, e il relativo tour sceglie la capitale per il debutto europeo. L’album è in cima alle classifiche di tutto il mondo, le vendite sono da vertigine: un milione di copie nella prima settimana, 28 milioni in totale certifica l’ultima statistica che naturalmente si modifichera’ dopo la seconda vita che i concerti del trentennale stanno regalando a questa opera.

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L’album della consacrazione, senza dubbio, ma non dimentichiamo che nel luglio 1985 c’è stato il Live Aid, che ha dato loro una popolarita’ planetaria e ancora prima Band Aid con “Do They Know It’s Christmas? “. I ragazzi che arrivano allo Stadio Flaminio non si lasciano incantare dal successo commerciale, non appartengono alla categoria degli estimatori dell’ultim’ora: loro sono il “popolo” autentico degli U2 e si danno appuntamento a Roma da tutta Italia, per conoscersi, contarsi,per rivendicare orgogliosamente l’identita’ di chi ha capito prima di tanti altri, di chi si è emozionato per le prime canzoni, quelle di Boy October agli albori degli anni ’80. Loro li hanno amati subito ed è stata una scelta autentica, convinta, non c’è stato il web, i social network, a veicolare niente e nessuno. L’onda è spontanea e conta molto piu’ di 45,000 persone, la cifra ufficiale. Grande festa, ma anche un vero terremoto provocato dalle migliaia di watt (100.000) e dalle frequenze basse che mettono in allarme Roma nord nel raggio di un paio di chilometri. Si replica il 29 e 30 maggio a Modena, stadio Braglia.

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Nell’aprile del 1989 Bono, The Edge, Larry e Adam sono di nuovo nei dintorni di Roma, ma questa volta non per suonare. Ostia Antica e la pineta di Castelfusano sono infatti i set scelti per le riprese del nuovo video di All I want Is You.

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1992.

Bisognera’ aspettare il maggio 1992 per rivedere la band in Italia per la terza volta, precisamente il 22 e 23 al Forum di Assago a Milano ( i 2 concerti erano previsti il 21 e il 22, ma il maltempo impose questo cambiamento di data).

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Sono passati 5 anni dall’ultima volta ma è come fosse un secolo: questo, signori, è lo Zoo Tv Tour, vale a dire l’ingresso degli U2 nell’era del gigantismo, delle magascenografie, della musica spettacolo che non vuole porsi limiti. Gigantesco il palcoscenico (in una versione ridotta in queste 2 prime date italiane) largo 75 metri, alto 25, con una passerella di 45 che attraversa la platea. Quattro i megaschermi, 36 i  monitorw, sospese a muso in giu’, ben 11 Trabant, la vetturetta in fibra di vetro simbolo della poverissima motorizzazione della Germania Est.

Partito nel febbraio 1992 in Florida, lo Zoo Tv Tour si concludera’ in Giappone solo nel dicembre dell’anno successivo, un “never ending tour” da 157 concerti per quasi 5 milioni e mezzo di spettatori. Ma cio’ che lo consacrera’ come uno degli eventi piu’ ambiziosi e singolari della storia del rock, sara’ l’essere la tournèe che nasce per la produzione di un album e finisce con l’esserne quella legata all’album successivo. A fine ’91 è infatti uscito Achtung Baby, 7° album della band, mentre il 6 luglio 1993 la Island pubblica Zooropa proprio nei giorni in cui la band è a Roma per la quarta tranche del tour mondiale che tocca l’Italia per la quarta volta.

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1993.

Ben otto concerti ! 2 e 3 luglio Verona (stadio Bentegodi), 6 e 7 Roma (stadio Flaminio), 9 luglio Napoli (stadio San Paolo), 12 Torino (stadio Delle Alpi), 17 e 18 Bologna (stadio Dall’Ara). Gli U2 sono sempre di piu’ una band mondiale non solo nel senso della fama ma dell’appartenenza al mondo intero. Gli schermo che riempiono il palco continuamente immagini di decine di televisioni di tutto il pianeta captate da una parabola satellitare. Bono e compagni hanno capito che non manca molto alla connessione globale e lanciano segnali di futuro. Ha dell’incredibile ricordare poi chi sono i gruppi “spalla”, i cosiddetti “opening act” di questi concerti: a Roma i Pearl Jam, a Napoli nientemeno che i Velvet Underground di Lou Reed, che duettera’ con Bono in Satellite Of Love.

1994.

Il 12 settembre del 1994 Bono è a Modena  al parco Novi Sad per il Pavarotti & Friends di questa edizione dedicata ai bambini della Bosnia. Con lui The Edge e Brian Eno, ovvero quella triade di eminenze grigie che viaggia sotto una sorta di pseudonimo, The Passengers.

Luciano Pavarotti with U2 singer Bono. Italian tenor, b. 1935.

Luciano Pavarotti with U2  Bono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ forse l’anno piu’ terribile della guerra dei Balcani e un documentario del giornalista americano Bill Carter, in cui viene mostrata l’elezione di Miss Sarajevo con la fascia che riporta la scritta “Non lasciate che ci uccidano”, ha dato l’ispirazione a Bono per una canzone destinata a rimanere il simbolo della resistenza contro la guerra, appunto Miss Sarajevo, presentata per la prima volta su questo palco e che entrera’ nel repertorio di altri artisti internazionali, tra cui il compianto George Michael.

1997.

Bisognera’ aspettare oltre 4 anni per vedere gli U2 per la quinta volta in Italia. Una parentesi in cui il gruppo si dedichera’ al cinema- Bono con la colonna sonora di In The Name Of The Father, nel duetto con Gavin Friday, mentre Adam e Larry lavorano a un arrangiamento totalmente nuovo del celebre tema di Mission Impossible,- ma soprattutto a quello che a tutt’oggi appare come il piu’ vistoso e radicale cambiamento di direzione musicale del gruppo. Il sodalizio con Eno volge al termine mentre si fa avanti la figura di Howie B, grande alchimista di sonorita’ tecno e dance. Il singolo che precede l’album, Discothèque, è gia’ un manifesto ma è ben poca cosa rispetto a Pop, un lavoro provocatorio che vuole spiazzare piu’ che sedurre. Il nuovo ritmo planetario è veloce, ossessivo e paranoico e loro lo celebrano con meccanica freddezza. Se tutto non ha piu’ anima, ma è solo un simulacro dell’anima, una rappresentazione, che la rappresentazione sia allora lo specchio deformato di una realta’ che non contempla piu’ gli uomini ma solo delle piccole macchine dotate di braccia e gambe. Ed ecco allora che Bono e compagni sono delle figure che quasi scompaiono inghiottite da un palco mastodontico di 700 metri quadrati, che questa volta è composto da uno schermo di 50 metri per 17, un arco dorato alto 33 metri, un’oliva illuminata di 4 metri trafitta da uno stuzzicadenti di 30. E ancora 1000 riflettori, una pedana da ballo in plexiglas, un limone motorizzato di 12 metri che si trasforma in una palla di specchi da discoteca, oltre a 100 luci stroboscopiche. Questa immensa fiera del kitsch, il Pop Mart Tour, atterra- è proprio il caso di dirlo- il 18 settembre del 1997 all’Aeroporto dell’Urbe, dopo che ogni studio di fattibilita’ per farlo entrare allo stadio Olimpico è risultato inadeguato. Uno spazio, quello dell’Urbe, che puo’ garantire solo la superficie, sono 56.000 gli spettatori, ma non di certo la logistica di un tale evento: a migliaia rimangono intrappolati a fine concerto e le lunghe file per uscire si protrarranno fino all’alba. Purtroppo durante il concerto si registra anche la morte di un ragazzo per cause naturali.

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Due giorni dopo a Reggio Emila, a Campo Volo, Bono dedica il concerto allo sfortunato fan cantando in sua memoria MLK. Questa data registra un primato mondiale: il gruppo ha infatti raccolto ben 146.000 spettatori paganti, record assoluto per una band fino al 1997. Sara’ battuto nel 2005 da Ligabue, sempre a Campovolo, con 165.264 spettatori.

2000.

Arriviamo al 2000: Bono e The Edge il 25 febbraio, sono ospiti (non programmati), al Festival di Sanremo, dove presentati da Fabio Fazio e Luciano Pavarotti, aprono la serata finale eseguendo in versione acustica All I Want Is You e The Ground Beneath Her Feet, canzone il cui testo porta la firma dello scrittore Salman Rushdie inserita nella colonna sonora del film di wim Wenders The Million Dollar Hotel, di cui Bono è co-sceneggiatore.

Bono in questi mesi è inoltre in giro per il mondo per portare avanti la causa di Jubilee 2000, il movimento attivo in oltre 40 nazioni, impegnato nella cancellazione del debito dei paesi piu’ poveri del pianeta.

2001.

U2 in Italia n° 6. Preceduto dal singolo Beautiful Day, esce il 30 ottobre il nuovo album All That You Can’t Leave Behind. Nel gennaio del 2001 parte il relativo Elevation Tour, pensato per spazi interni e piu’ raccolti ma che a Torino, unica data italiana, fara’ eccezione approdando allo stadio Delle Alpi il 21 luglio del 2001.Sono i giorni del tristemente famoso G8 di Genova, degli scontri con le forze dell’ordine di movimenti no-global e associazioni pacifiste. Il giorno prima, il 20 luglio, durante i disordini è stato ucciso il 23enne Carlo Giuliani. Purtroppo è ancora tempo di Sunday Bloody Sunday e Bono la cantera’ con forza e una rabbia che mai gli sono mai sentite prima.

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Per tutti i fan, 72000 in quella memorabile serata, sara’ uno dei migliori concerti della storia della band. Ancora un Pavarotti & Friends, per il solo Bono. Ancora Modena, ancora il PArco Novi Sad in una edizione che ha per titolo SOS IRAQ. E’ il 27 maggio 2003: Bono canta con “Big” Luciano, del quale è ormai amico fraterno, Ave Maria, con Zucchero Miserere e da solo One.

2005.

Il Vertigo Tour, inizia nel gennaio del 2005, meno di due mesi dopo l’uscita ufficiale del nuovo lavoro How To Dismantle An Atomic Bomb, gia’ reperibile e scaricabile da internet dai primi di ottobre. Un incidente voluto? Forse un aprova generale del potenziale di vendita della band che rimane praticamente intatto: 840.000 copie vendute nella prima settimana e quasi 10 milioni di copie in totale che ne fanno il quarto album piu’ venduto del 2004.

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Il Vertigo Tour arriva a Milano, allo Stadio San Siro il 20 e 21 luglio 2005 e a Roma il 23 all’Olimpico. Il tour italiano n° 7 degli U2 sara’ ancora un successo con qualche momento memorabile, come Bono che canta Miss Sarajevo in Italiano nella parte che era stata di Pavarotti.

 

 

2009.

Milano, Tokyo, Roma: Nel 2010 Bono, The Edge, Larry Mullen e Adam Clayton torneranno in Italia 3 volte per lo stesso U2 360° Tour, in 3 diversi momenti del 14° tour mondiale, a supporto del nuovo album di studio No Line On The Horizon, uscito il 27 febbraio del 2009. Date piuttosto distanziate tra loro, tanto da essere percepite come appuntamenti ben distinti: il 7 e 8 luglio 2009 a Milano e il 6 agosto del 2010 a Torino. L’8 ottobre a Roma nel memorabile concerto allo stadio Olimpico.

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Il titolo di questa lunga serie di concerti, interrotta nel maggio del 2010 per l’intervento chirurgico di cui Bono si deve sottoporre per un serio problema alla colonna vertebrale, si riferisce naturalmente alla nuova concezione della struttura del palco che consente una visione circolare che non prevede piu’ un fronte e un retro con evidente vantaggio per il pubblico. Un palco sovrastato da un elemento fortemente caratterizzante, una sorta di artiglio( The Claw ), ideato da Willie Williams, progettista di tutti i palchi della band dal 1982.

2015.

A distanza di un anno dall’uscita si Songs Of Innocence, il relativo iNNOCENCE+eXPERIENCE, fa tappa ancora una volta in Italia, non scendendo pero’ questa volta piu’ a sud di Torino, il 4 e 5 settembre 2015 al PalAlpitour. Anche questa volta (siamo arrivati alla numero undici), Bono, The Edge, Larry e Adam non si risparmiano di certo: la scaletta prevede oltre 2 ore di concerto e le canzoni sono quelle giuste, di quelle che non scontentano nessuno: non sono quelle “obbligate” ma anche alcune che i fan piu’ attenti, piu’ “osservanti” del culto U2, amano in particolar modo, le cosiddette “perle nascoste”, Sorpresa nella seconda serata, quella del 5 settembre: a salire sul palco per duettare con Bono in I Still Haven’t Found What I’m Looking For è il nostro Zucchero.

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Difficile fare una stima di quante generazioni si siano avvicendate in questi 30 anni di concerti e conoscere a fondo i motivi che ognuna di queste ha per amare i 4 “ragazzi” irlandesi. Di sicuro tra pochi giorni un’altra vivra’ l’esperienza di un loro concerto, un momento esaltante della vita. Per molti sara’ il primo, e siamo sicuri che padri e figli si ritroveranno ancora una volta uniti nell’accogliente galassia del rock.

2017

Cosi’ siamo arivati ai giorni nostri ed alle 2 splendide performance che gli U2 ci hanno regalato il 15 e 16 luglio a Roma nel loro The Joshua Tree Tour 2017. Due notti indimenticabili, con un pubblico stratosferico. Gli U2 non dimenticheranno certamente il colpo d’occhio che lo stadio Olimpico offri’ ai loro occhi durante “With Or Without You”, per celebrare il trentesimo anniversario del loro album piu’ idolatrato, tanto da pubblicare un ringraziamento ufficiale attraverso il sito ufficiale di U2.COM:

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‘Hangin’ on
You’re all that’s left to hold on to.
I’m still waiting
I’m hangin’ on
You’re all that’s left to hold on to…

Un grande spettacolo si è svolto nella capitale italiana stasera. Oltre ad una coppia di giovani in abiti nuziali che hanno assistito al concerto, dobbiamo ringraziare il lavoro sensazionale del sito italiano fanclub  @ U2Place , che ha donato a 40.000 fan dei cartelloni per formare la sagoma di The Joshua Tree e il numero 30 durante “With Or Without You”. Rispetto!

Ma non finisce qui, pochi mesi ancora ci separono dai concerti del 11/12/15/16 ottobre a Milano. Un altro capitolo che si aggiunge ad una storia che non vuole e non deve finire…..

Un’ultimissima ma importante precisazione: Le coreografie del 2005/2009/2010/2017 sono state organizzate unicamente da U2 Place, la Community degli U2 piu’ famosa e numerosa presente in Italia.

 

Fonte| PANINI MAGAZINE BookMagazine (Pop’s Star)

Trimestrale n° 34-2017